Certificati e PKI protetti in ambienti ibridi

CyberArk aiuta a prevenire le interruzioni di servizio, riduce la complessità e rafforza la sicurezza delle identità macchina, unificando la gestione di certificati e PKI in ambienti ibridi, multi-cloud e multigenerazionali. Automatizza i rinnovi, semplifica l’emissione interna e rafforza il controllo crittografico.

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SFIDE

Le sfide moderne nella protezione di certificati e PKI

Le aziende devono affrontare una pressione crescente a causa di certificati in scadenza, sistemi PKI legacy, accesso frammentato ai dispositivi e flussi di lavoro di firma del codice privi di governance. Queste sfide aumentano il rischio operativo e la probabilità di interruzioni di servizio e rendono difficile mantenere pratiche coerenti e sicure relative a certificati e chiavi in ambienti ibridi.

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SOLUZIONI

CyberArk risolve le sfide relative a certificati, PKI, SSH e firma

CyberArk offre un controllo unificato di certificati, PKI interna, accesso SSH e firma del codice. Questa soluzione risolve le lacune operative che causano interruzioni, ritardi e rischi nascosti. Grazie ad automazione prevedibile, governance coerente e integrazioni senza soluzione di continuità, le aziende rafforzano la sicurezza delle identità macchina e migliorano la resilienza negli ambienti ibridi.

Prevenire interruzioni dei certificati su larga scala

Garantire rinnovo, sostituzione e distribuzione tempestivi di ogni certificato TLS in ambienti ibridi. Prevenire le interruzioni causate da monitoraggio manuale e frammentazione della proprietà, preparando al contempo le aziende ad accelerare il ciclo di vita dei certificati di 47 giorni. Con una proprietà chiara, visibilità unificata e cadenze di rinnovo prevedibili, i team mantengono servizi ininterrotti, riducono i rischi operativi ed evitano costose interruzioni per i clienti.

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Modernizzare la PKI

Trasformare l’emissione interna dei certificati in un servizio affidabile e automatizzato. Eliminare gli oneri legati a infrastruttura, manutenzione e competenze necessarie per gestire una PKI on-premise, consentendo ai team di migliorare la distribuzione della PKI, senza dover riprogettare gli ambienti CA. L’emissione diventa coerente, scalabile e sempre disponibile, garantendo che i progetti procedano più rapidamente, senza colli di bottiglia o fragilità operative.

Eliminare i punti ciechi negli accessi alle macchine

Fornire ai team un modello coerente e controllato per gli accessi machine-to-machine. Rimuovere i punti ciechi creati da chiavi non gestite, ridurre gli accessi eccessivi o obsoleti e semplificare la preparazione agli audit. Le aziende acquisiscono fiducia nel modo in cui i sistemi si autenticano a vicenda ed eliminano i rischi operativi nascosti che in precedenza si accumulavano all’interno di script di automazione e servizi di infrastruttura.

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Proteggere l’integrità e le release del software

Confermare che ogni artefatto software rilasciato sia autorizzato, affidabile e verificabile. Prevenire utilizzo improprio delle chiavi di firma e firme non autorizzate e garantire la completa tracciabilità lungo tutte le pipeline di sviluppo. Ciò rafforza l’integrità della catena di fornitura del software e fornisce supporto per pratiche di sviluppo sicure, senza richiedere modifiche ai flussi di lavoro degli sviluppatori.

FUNZIONALITÀ E CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Funzionalità principali per certificati, PKI, SSH e firma

CyberArk offre automazione e governance coerenti attraverso funzionalità che unificano le operazioni relative ai certificati, semplificano la PKI, controllano gli accessi alle macchine e proteggono i flussi di lavoro di firma del codice. Queste funzionalità forniscono le fondamenta tecniche necessarie per supportare ambienti cloud, ibridi e di sviluppo in rapida evoluzione.

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BENEFICI E VALORE

Valore della protezione di certificati e PKI

Durata ridotta dei certificati TLS, esplosione del volume di certificati, PKI fragili e chiavi non gestite stanno causando interruzioni, rilievi di audit e nuovi percorsi di attacco. Le statistiche seguenti mostrano perché la protezione di certificati e PKI, con un controllo automatizzato e basato su criteri, sia diventata una priorità di sicurezza fondamentale per le aziende.

72%

ha subìto almeno un’interruzione legata ai certificati lo scorso anno


94%

esprime preoccupazione per la riduzione della durata dei certificati


114,591

numero medio di certificati interni gestiti per organizzazione



55%

non riesce a stare al passo con la crescita di chiavi e certificati


60%

ha riscontrato exploit basati su crittografia debole legati a un controllo inadeguato delle chiavi


53%

si affida a strumenti manuali o ad hoc per la valutazione delle PKI



RISORSE

Insight essenziali per proteggere certificati e PKI

Dai framework di policy, all’automazione dei rinnovi e alla preparazione crittografica, queste risorse forniscono un percorso chiaro per proteggere i certificati e modernizzare la PKI su larga scala.








MARCHI DI FIDUCIA

Il punto di riferimento per la protezione di certificati e PKI per le più importanti organizzazioni

Dalle infrastrutture ibride ai carichi di lavoro cloud-native, le aziende globali si affidano a CyberArk per automatizzare il rinnovo dei certificati, applicare policy crittografiche e rafforzare il controllo delle PKI. I loro successi evidenziano il valore di un approccio unificato e sicuro alla gestione dei certificati e dei cambiamenti crittografici.

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FAQ

Domande frequenti: proteggere certificati e PKI

La PKI emette certificati, mentre il CLM ne governa l’intero ciclo di vita: individuazione, proprietà, applicazione delle policy, rinnovo, rotazione e dismissione. Molti guasti non si verificano a causa di un malfunzionamento della PKI, ma a causa di una gestione frammentata del ciclo di vita. Un CLM efficace unifica visibilità e automazione di tutte le CA: interne, pubbliche e cloud-native.

L’automazione elimina i passaggi manuali che causano la maggior parte delle interruzioni dei certificati: scadenze non rispettate, configurazioni errate, approvazioni ritardate e rinnovi incoerenti. La gestione automatizzata del ciclo di vita garantisce che i certificati vengano individuati, monitorati, rinnovati e distribuiti prima della scadenza, anche in ambienti cloud in rapida evoluzione.

Flussi di lavoro manuali (fogli di calcolo, rinnovi basati su ticket, strumenti autonomi) portano a errori frequenti: rinnovi mancati, impostazioni crittografiche disallineate, chiavi SSH trascurate o certificati inutilizzati. Inoltre, la gestione manuale della PKI richiede competenze specialistiche, rallenta i cicli di distribuzione e rende le transizioni crittografiche macchinose (ad esempio, aggiornamenti degli algoritmi, certificati di breve durata), lasciando le aziende vulnerabili a interruzioni, lacune di conformità o rischi crittografici.

Gli ambienti ibridi e multi-cloud contengono spesso migliaia di certificati emessi da team, strumenti e CA diversi. Senza un rilevamento neutrale rispetto alla CA, le aziende non individuano certificati ombra, chiavi orfane ed endpoint non gestiti. Questi certificati nascosti sono una delle cause principali di tempi di inattività non pianificati e fallimenti degli audit.

Una soluzione robusta dovrebbe: supportare più CA (interne e pubbliche), fornire rilevamento completo di tutti i certificati (anche quelli dimenticati o non autorizzati), offrire automazione per emissione/rinnovo/revoca, applicare policy crittografiche coerenti e fornire visibilità centralizzata e log di audit. Queste funzionalità aiutano a prevenire interruzioni impreviste, gestire la proliferazione di certificati e garantire conformità in ambienti ibridi o cloud.

I moderni strumenti CLM/PKI hanno l’obiettivo di andare oltre la semplice gestione dei certificati: unificano l’automazione del ciclo di vita, la governance basata su policy e il supporto per CA interne ed esterne, offrendo maggiore scalabilità. Gli strumenti tradizionali possono fornire flussi di lavoro adeguati per l’individuazione e il rinnovo dei certificati, ma spesso mancano di una governance PKI più approfondita, del supporto cross-CA o dell’agilità crittografica necessaria per ambienti grandi e dinamici. Ad esempio, alcuni sono meno efficaci nella gestione di volumi elevati di certificati, nell’emissione multi-CA o nell’applicazione di policy coerenti tra sistemi cloud e on-premise.

La durata ridotta dei certificati aumenta notevolmente la frequenza dei rinnovi, rendendo insostenibile il monitoraggio manuale o l’utilizzo di strumenti PKI legacy. Con il passaggio della validità TLS pubblica da 398 giorni a 200, 100 e infine 47, le organizzazioni devono affrontare un numero di rinnovi 8-12 volte superiore, rischi di interruzione più elevati e una maggiore pressione in termini di conformità. Soluzioni PKI legacy e prodotti CLM basati sul flusso di lavoro spesso non sono in grado di gestire i rinnovi a questo ritmo. Automazione, agilità cross-CA e applicazione centralizzata delle policy diventano essenziali per evitare certificati scaduti, tempi di inattività e fallimenti degli audit.

Gli strumenti PKI legacy spesso si basano su emissione, rinnovo e monitoraggio manuale dei certificati, attività non scalabili quando aumenta il volume dei certificati e si riduce la loro durata. Ciò crea punti ciechi (certificati dimenticati o scaduti, rinnovi mancati), che causano downtime, fallimenti di audit o lacune di sicurezza.

Sì, la PKI gestita o basata su SaaS (spesso denominata “PKI gestita”) offre flessibilità e scalabilità della distribuzione cloud, consentendo comunque alle organizzazioni di definire policy crittografiche, gestire le root CA emittenti e applicare la governance. Questo approccio riduce il sovraccarico di manutenzione (nessun HSM o server CA on-premise), supporta infrastrutture ibride/multi-cloud e contribuisce a garantire conformità coerente e preparazione agli audit in tutta l’azienda.

Zero Trust richiede una verifica continua e i certificati forniscono l’identità crittografica che abilita tale fiducia. CLM e PKI automatizzati garantiscono che ogni carico di lavoro, dispositivo e servizio, utilizzi certificati aggiornati e conformi alle policy, riducendo la superficie di attacco e rafforzando l’autenticazione machine-to-machine.

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